In gioventù ho scritto un sacco di sciocchezze per le donne, soprattutto per arrivare alla loro virtù, e a quanto pare mi bastava scrivere sciocchezze. Il risultato, almeno per me, sarebbe un lungo elenco di scuse da fare, ma, a parte alcuni casi evidenti, non credo sia più necessario: gli errori si fanno quasi sempre in due.  Successivamente ho continuato scrivere perché era l’unico modo per fare ordine nel mio cervello finché, tra il 2004 e 2005, ho iniziato a catalogare le poesie che componevo. In poco tempo ho capito che nessuno avrebbe mai pubblicato le liriche di un impiegato frustrato, che viveva con una gatta epilettica, che mangiava pizze surgelate ed era pieno di problemi.  Così mi sono inventato tutto quello che vedete. Va detto che ad oggi, giugno 2017, (e chissà per quanti anni ancora) il curriculum artistico sta a zero. Quello letterario a zero. I premi stanno a zero (o quasi). Le esposizioni in gallerie o strutture simili a zero. I riconoscimenti ufficiali idem. Tuttavia tengo a precisare che la cosa non mi tange: dopo aver vinto l’unico concorso di poesie della mia vita ho capito che non avrei più partecipato ad altri. Per questo mi sono lanciato nell’Esperimento, perché l’unico verdetto che conta è scoprire se si è in grado di emergere con il proprio talento senza l’aiuto di nessuno: solo così si può essere certi che tutti quei meriti siano farina del proprio sacco. Non è detto che sia impossibile, piuttosto è la paura di lanciarsi a suggerirlo, e poi la verità è che il mondo è gravido di sognatori e utopisti: io cerco quelli. È con loro che voglio avere il mio scambio artistico, il resto lo hanno già inventato. Ah già… riguardo alla mia vita privata: come avrai intuito, sono stato UN RAMO SECCO quasi fino ai cinquant’anni, poi però sono arrivati gli angeli - o qualcosa del genere - e, anche se non è tutto scritto in quel libro, qualche episodio l’ho catalogato. 

 

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